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Cenni storici
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Origini |
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Incerte
sono le origini del paese e del nome di CARUGO; sulle tracce della
storia della Brianza possiamo dire che le sommità dei colli
carughesi fossero abitate fin dai tempi antichissimi da popolazioni
di lingua indoeuropea e probabilmente identificabili nei CELTI e
che il nome stesso "Carugo", come tutti i nomi in "ago,
igo, ugo;", secondo il dizionario di Armstrog sia di origine
celtica. La nostra Brianza conoscere poi sovrapposizioni di Cimbri,
Senoni, Romani, Goti, Vandali, Alani, Borgognoni, Longobardi e Franchi.
II primo e più antico documento dove e citato il nome di
Carugo risale all'892 e corrisponde all'epoca in cui i Longobardi
e i Franchi si erano definitivamente assestati ed aveva inizio il
sistema di governo feudale; il documento è una pergamena
scritta nel mese di Agosto in cui Magnifredo, conte di Milano e
dello stesso contado milanese, elegge alcuni giudici e notai per
dirimere una causa di spartizione territoriale; fra i giudici viene
eletto anche un certo "Stachelberto giudice di Curugo",
forse lo stesso che Carugo.
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Vicende
Medioevali |
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Nello
stato milanese, dal 900 al 1000 circa, I'autorità feudale
era in mano ai "conti", la cui giurisdizione si chiamava
"contado rurale". II più antico di essi e considerato
quello della Martesana, con le 12 Pievi di Alzate, Desio, Seveso,
Asso, Incino (Erba), Cantù, Missaglia, Oggiono, Garlate,
Brivio, Vimercate e Mariano. AI principio del secolo XI la campagna
milanese fu infatti regolata in Pievi, ciascuna delle quali teneva
un consiglio comunale e dipendevano nello spirituale dall'arcivescovo
e nel temporale dalla repubblica di Milano. Dall'anno 1000 al 1300
si ha un periodo di intense lotte tra nobili fuorusciti di Milano
e il popolo; in queste lotte le rivendicazioni politiche (lotta
dei Comuni contro l'Impero), sociali (lotte del popolo contro i
nobili) e religiose (lotte dei cattolici contro gli eretici) vanno
di pari passo. È in questo periodo che Carugo e i suoi dintorni
entrano nei documenti della Storia Nazionale.
Nell'Agosto del 1222 il forte castello, di cui si ha notizia fin
dall'892 e da cui trasse il nome e l'origine la famiglia Carugo
(una delle duecento famiglie iscritte nell'albo della nobiltà
milanese), fu preso, saccheggiato e distrutto dal Podestà
di Milano, Ardigotto Marcellino, durante le discordie sorte tra
nobili e popolani; si dice che I'Ardigotto, dopo aver distrutto
il castello non osasse più avanzare su Cantù, dove
si era rifugiato coi nobili l'Arcivescovo di Milano Enrico da Settala,
poiché nel giorno dell'Assunta era apparsa una grande cometa
che aveva oscurata la luna allora nel suo pieno.
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Storia
e leggenda del "Cunt de Carùc" |
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Una
tradizione, parte scritta e parte tramandata dalla memoria dei vecchi,
dice che in quel castello, il <Cunt Carùc> cioé il
conte Carugo (il personaggio e ancora storicamente da identificare!),
commettesse soprusi, violenze e delitti di ogni genere; che vi fossero
inoltre trabocchetti e cunicoli sotterranei, in realta tuttora esistenti.
Narra inoltre la tradizione che il <Cunt Carùc> insidiasse
le ragazze del paese e che una di queste, avvertita del suo sopraggiungere,
nella fretta di chiudersi in una cassapanca, si trancio un dito;
si racconta infine che la popolazione, stanca delle soperchierie
di questo conte affidasse ad un barbiere l'incarico di ucciderlo
mentre gli radeva la barba.Alcune memorie orali dicono che il castello
del <CuntCarùc> comprendesse anche l'attuale "curt
del Vilùm" in via Diaz e che la torre servisse da osservatorio
sulla pianura: che fosse una sola proprieta lo testimonia il cunicolo
(La "tana del cunt Carùc" dicevano gli anziani)
che unisce nel sotterraneo le due residenze. Un altro cunicolo sotterraneo
portava alla pianura.
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La
chiesetta di S. Martino |
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Risale
ai primi anni del sec. XI, sorge su un pianoro nel punto in cui
correva l'antico tracciato della strada romana che univa Milano
con Como, al confine tra Carugo e Mariano. Gli ultimi ricordi dei
nostri anziani, legati alla chiesetta di S.Martino risalgono a quando,
all'inizio della primavera, di primissimo mattino, si andava in
processione dalla parrocchia alla cascina recitando i "atanei",
ossia le "litanie" per propiziare una buona stagione agricola.
Lo sviluppo industriale del dopoguerra ha rotto questo storico legame
di fede con la solitaria chesetta. La frazione di S. Martino appartiene
al Comune di Mariano Comense ma dal tempo di S.Carlo Borromeo la
chiesetta, priva ormai di rendite è stata affidata alla parrocchia
di Carugo. Il vecchio cascinale di S.Martino era forse un antico
convento e la chiesetta era prima isolata, un edificio a sè.
si ha anzi notizia dell'esistenza di due chiese dedicate a S.Martino:
una inferiore, fatta abbattere dall'arcivescovo Federico Borromeo
nel 1606, e una superiore, quella ancora esistente. Nei più
antichi documenti la chiesetta di S.Martino è sempre accostata
al nome di Gattedo ove infatti esisteva un fortissimo castello e
tale accostamento viene mantenuto fino al 1500 circa anche se Gattedo
era ormai scaduto d'importanza già fin dal 1258. Del 1700 è
invece la pala che sovrasta l'altare e che ora attende una opportuna
collocazione.
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Gattedo
e le lotte religiose |
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Le
notizie di Gattedo sono certe fin dal sec. X (900), ma l'origine
e ancor più remota. Gattedo entra nella grande Storia Nazionale
nel sec. XIII.
Nell'ambito delle lotte religiose fra cattolici ed eretici del
movimento della "Pataria", Papa Innocenzo IV, con
decreto del 19 Agosto 1254 .fece dai fondamenti distruggere e
bruciare un grande e fortissimo luogo,detto Gatta (Gattedo),
divenuto rifugio e pestifero nido di questa maledetta razza di
eretici; e ivi disotterrare e ardere i corpi di due pessimi
vescovi eretici, Nosario e Desiderio, riveriti dagli altri con
grandissimi onori, Tale distruzione fu compiuta nel 1258 dal
domenicano Rainerio Saccone; questi era succeduto a Pietro da
Verona, ucciso presso Barlassina dai sicari degli eretici di
Gattedo dopo l'imboscata tesa sotto il S. Martino, sulla strada
che portava allora da Como a Milano; il castello di Gattedo
apparteneva a certo Roberto Patta da Giussano, grande protettore
di eretici. Da quel tempo, 1258, il casale dovette cadere
d'importanza.
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Incasate
e Cascina Guardia |
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Alcuni
sostengono che il nucleo primo di Carugo fosse stato la Cascina di
Incasate; mancano documenti ad avvalorare questa ipotesi; nei
documenti INCASATE (esiste anche un Incasate sopra Erba) e scritto
anche separatamente "In" e poi "Casate" e si
sa che i nomi che iniziano in CAS come Cassago, Cassano, Casletto,
Caslino, Casirate, Casate, ecc. sono di origine celtica e quindi
antichissima: (CAS significa "casa forte").
II primo documento e finora il più antico, che parli di Incasate
risale al sec. XV ed e intitolato : STATUTI DELLE STRADE ED ACQUE
DEL CONTADO DI MILANO FATTI NEL 1346. Questo documento attribuisce
Brasa (Br.) 535 a "el borgo da Mariano", Brasa 178 a "el
locho da Carugo ", Brasa 25 a "el locho o castel de Gateo"
e pure Brasa 76 a "el locho o castel da INCASA (o Incasà?).
Le Brasa venivano attribuite in base all'importanza del luogo e
dalle cifre si nota che Incasate era in quel tempo più importante
di Gattedo. Rare e molto recenti sono invece le notizie della Cascina
Guardia che appare solo su dizionari e documenti del secolo scorso.
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Il
bandito Francesco Pellizzone |
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La
tradizione scritta ci riserva ancora una vicenda di soprusi: esisteva
infatti nel 1624 un famigerato Francesco Pellizzone di Carugo contro
il quale il Governatore di Milano, duca di Feria, lo stesso che
viene citato da Manzoni ne' I Promessi Sposi, emanava una grida
violenta: "Comanda Sua Eccellenza che in Carugo e dintorni
per sei miglia in su e tre in giù si facciano continuamente le guardie
sopra i campanili, di notte e di giorno e, scoprendosi simili malviventi,
si tocchino le campane, e che tutte le comunita stiano pronte a
prendere le armi e, non potendosi pigliar vivi li detti malviventi,
li ammazzino, ecco; una seconda grida ordina che ogni assassino
"sia tirato a coda di cavallo e messo in rota ... ".
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La
chiesetta si S. Zeno |
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É
un Santuario di modeste dimensioni, all'imbocco del paese, sulla
strada per Giussano; ce ne da testimonianza lo storico Goffredo
da Bussano (sec. XIII) che per Carugo nomina la Chiesa di S. Bartolomeo
e di S. Zeno. Un'altra notizia riguardante la chiesetta di S. Zeno
è dell'epoca di S. Carlo; il documento della Curia Arcivescovile
parla di ritocco e ristrutturazione della "chiesetta di S.
Zenone". Inizialmente dedicata al santo vescovo di Verona con
l'affermarsi della devozione per la Vergine e con la definizione
dei dogmi mariani il santuario fu successivamente consacrato a Maria
Immacolata.
Interessante invece la tradizionale leggenda che raccontano i nostri
vecchi che voleva i Carughesi e i Giussanesi in litigio per il possesso
della statua della Madonna; fu infine deciso di lasciare alla Madonna
stessa il compito di definire la sua proprietà, infatti,
postala alla sera su di un albero con lo sguardo in posizione neutrale,
sarebbe appartenuta al paese verso il quale la Madonna avrebbe rivolto
lo sguardo entro il mattino successivo; la Madonna fu trovata infatti
il mattino seguente con la faccia rivolta verso Carugo.
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La
Torre |
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Un
ricordo storico del Castello dei Carugo, ma forse di pio recente
costruzione (1750?) e la vecchia Torre che ancora oggi
caratterizza il paesaggio di Carugo e alla quale i Carughesi sono
molto affezionati.
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Altre
notizie |
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Altre
notizie storiche risalenti al 1865 dicono che "la collina che
guarda a tramontana e tenuta a viti, che danno vini spiritosi. La
pianura guarda ad ostro ed e coltivata specialmente a gelsi ...Vi
sono varie villeggiature, fra le quali si distinguono quelle dei
signori Calvi, (distrutta nel 1974 per fare posto all'attuale
Palazzetto) Martinez e Decio,
"Gli abitanti, dice la stessa fonte, sono per la maggior
parte agricoltori assai laboriosi,le donne sono molte i esperte
nel filare e nell'incannare la seta...
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Le
Ferrovie Nord |
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Tutti
inoltre conoscono l'importanza delle ferrovie Nord nello sviluppo
successivo della nostra Brianza: la ferrovia, nata nel 1879, si
può dire che sia stata il cuore e il polmone del progresso
economico. Attorno ad essa nascono le prime fabbriche (UL STABILIMENTUM),
e verso di essa si svilupperà Carugo nuova: prima coi suoi servizi,
trattorie e alberghi poi col suo artigianato.
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La
rivolta contadina |
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Sui
testi di storia Nazionale si legge che dopo la guerra del 1915/1918
in tutta Italia si sentì l'esigenza, da parte dei ceti sociali
più poveri, di maggior giustizia: i movimenti socialisti si moltiplicarono
e si fecero minacciosi: solo i passaggi di proprietà nei documenti
catastati danno testimonianza che anche a Carugo nel 1919 i contadini
fecero una sommossa per svincolarsi dalla dipendenza dei feudatari
della terra e per avere una equa distribuzione di questa: coi fucili
alla mano e i forconi i contadini obbligarono i sigg.ri Terruzzi,
allora i maggiori proprietari, a cedere la terra; i Sigg.ri Terruzzi,
privi di un futuro, non avendo figli, si piegarono alla richiesta
e pretesero solo 100.000 lire per la cessione di tutti i terreni;
si riunì una commisione di contadini che racimolò
le 100.000 lire vendendo ai sigg.ri Nembri l'appezzamento ancora
di loro proprietà; tutte le altre terre dalla stessa commissione
furono cedute ai contadini, chi afferma gratuitamente, chi invece
dice facendo loro pagare una piccola cifra. Questa divisione delle
terre potrebbe avere segnato l'inizio dello sviluppo dei Carughesi,
di Carugo nuova e di tutto l'attivismo che ha portato ora il nostro
paese fra le avanguardie della produzione industriale del mobile.
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La
chiesa parrocchiale |
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Simbolo
del nuovo progresso fu la costruzione della Chiesa Parrocchiale
(anno 1933/36) ma che fu la premessa anche per l'abbandono prima
e poi per I'abbattimento nel 1952 della vecchia chiesa di S. Bartolomeo.
La nuova Chiesa è opera dell'Architetto Mezzanotte, mentre
i numerosi affreschi sono opera del pittore Martinotti.
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